Entusiasmo per l'ensemble Joyful Gospel Singers in Santa Maria di Campagna

Una carica di spiritual che ha coinvolto gli spettatori in coro: da "When the Saints" a "Glory, glory Hallelujah"

Elisa Malacalza - Libertà 27 dicembre 2011

Gospel Fest 2011 - Libertà 27 dicembre 2011Black music in Santa Maria di Campagna, il tradizionale funerale jazz diventa un inno alla vita, al Natale, a un canto che è qualcosa di più. È la "cosa" più natalizia a cui si potesse pensare. «Quando ci si sposa, quando ci si saluta per sempre a un funerale, a New Orleans, la gente fa questo gesto». Alfred Caston, quasi fosse un mago pronto a fare la sua magìa, tira fuori dalla tasca un fazzoletto, lunghissimo, bianco, lucido. La giacca è rossa, d'occasione, così come la cravatta. Comincia a muovere il fazzoletto verso il cielo, e circa trecento persone, nella navata, fanno altrettanto. Alfred comincia a cantare Astro del ciel, in italiano, poi in inglese, poi in chissà quale altra lingua. In italiano tiene in

bocca la "c", e la mastica, come fanno tutti i buoni cantanti che si approcciano all'italiano. Poi, il concerto si chiude con Oh when the saints go marchin' in, il brano ripreso da Louis Armstrong, Elvis Presley, James Brown, Jerry Lee Lewis e Bruce Springsteen. Una tradizionale marcia funebre della Lousiana, in piena tradizione da "funerale jazz" che, qui, riprendendo l'Apocalisse di Giovanni, è un inno cantato (e ballato) da tutti in Santa Maria di Campagna.
Bambini, ragazzi, famiglie, tutti in piedi a sventolare fazzoletti bianchi, fogli, vecchi articoli di "Libertà" sul Natale, stampati per l'occasione e distribuiti all'ingresso della basilica. Due ore no stop dove è stata cantata anche Tu scendi dalle stelle.
Le stelle di Natale rosse, intanto, sono sull'altare, ma il rosso è soprattutto quello del cuore, di chi canta con il cuore. Più polso, più ritmo, più Amore. Circa trecento persone, si diceva, hanno partecipato al gran galà di Natale, nella splendida basilica di piazzale delle Crociate. Un concerto tradizionalmente gospel, ma caricato, soprattutto, di magia. Applausi continui hanno accompagnato la performance del Joyful Gospel Singers, una formazione di sette fra i migliori elementi di gruppi corali gospel delle chiese battiste di New Orleans. Di New Orleans c'è la magia, c'è il gusto per il rituale, per la ricerca del sound, del black, di una vitalità che scorre con il tempo del fiume.
Un repertorio, quello proposto, capace di spaziare tra i classici spiritual ai pezzi della tradizione contemporanea: ma non è tutto qui. Nell'ambito del Gospel Fest 2011, la quarta edizione della manifestazione organizzata dalla Cooperativa Fedro è riuscita a movimentare il pubblico, a creare un evento capace di parlare di un Natale nuovo, in uno dei luoghi più amati dai piacentini. Il puro gospel made in Usa convince, colpisce, si lascia amare.
Il gran galà della musica, realizzato in collaborazione con l'assessorato alla cultura, presentato dall'assessore Paolo Dosi, affonda nella genuina e spontanea tradizione della musica religiosa della popolazione nera del Sud degli States, dove «la voce è strumento fondamentale», fortemente interpretativa, calda, rigenerante. Da leader.
Il gruppo, arrivato per la prima volta a Piacenza, si è esibito in passato con musicisti del calibro di Bryan Adams, Al Green, Yolanda Adams, Telma Houston, Marwa Wright, Stacey Lattisaw, Earth Wind & Fire e Dougie Fresh. La "buona novella" viene annunciata da brani come Down by the Riverside, Oh Happy Day, Amazing Grace, When the Saints Go Marchin In, Glory Glory Hallelujah, Silent Night, Stand By Me, Kum By Ya, This Little Light of Mine.
Tantissimi applausi, tutti in piedi. Con una carica di spiritual, con la ferma convinzione che per cantare serva soprattutto un dono di Dio ma anche, e soprattutto, Cuore. Finalmente è Natale.

Ultimo aggiornamento (Martedì 27 Dicembre 2011 21:30)