Ovazioni a Bobbio per i Boyle Harmony Singers che hanno chiuso con successo il "Gospel Fest"

Elisa Malacalza - Libertà 8 gennaio 2012

Gospel Fest 2011 - Libertà 8 gennaio 2012Avete presente i quartetti di musica nera degli anni Sessanta? Il Gospel Fest chiude così questa edizione che conta tutti i numeri di successo del pubblico. La chiude a Bobbio, perché nel fascino della Cattedrale del Duomo, in montagna, dove si sente ancora tutta la carica della festività dell'Epifania e le befane portano ancora ai bimbi il

carbone dolce, si può assaporare in santa pace quel buon gusto di soul gospel. Suol significa "anima" in inglese. In stile Otis Redding, Aretha Franklin, James Brown e Ray Charles, la "musica dell'anima", cresciuta da una religiosità musicale, vera, schietta, fatta di storie di emarginazione ma anche di lotta e di preghiera, ha portato per la prima volta in Italia i Boyle Harmony Singers, attraverso l'eccellente lavoro di coordinamento e regia che da sempre anima la cooperativa Fedro. A Natale è mancata la neve. Ma la Fedro è riuscita nel suo intento di portare una "nevicata" di concerti che, da Piacenza, ha raggiunto anche Parma, Lodi, Brescia. Fino al successo di Bobbio, con l'esclusiva del gruppo dal sound finalmente giovane e sincero.
Fondati nel 1996 da Larry Williams, The Boyle Harmony Gospel Singers sono un gruppo formato da quattro fratelli con un grande talento musicale. La famiglia, il senso di famiglia, si è sentito palpabile nell'esibizione a Bobbio, applaudita da tantissimi, molti dei quali anche bambini. Radicati nella tradizione di lode e devozione nei confronti del caro fiume Mississippi, il ponte di giovane e tradizionale si lascia assaggiare nei brani cantati dai The Boyle. Un sound distintivo e autentico, dove, per un attimo, sembra di riascoltare the Jackson Southernaires e Pilgrim Jubliees. Il quartetto è inedito in Italia ma ha calcato palcoscenici di tutto il mondo con mostri del calibro di The Pilgrim Jubilees, Spencer Taylor & The Highway Q. C's, Ricky Dillard & New Generation, The Christianaries, Kurt Carr, Angelia Spivey, Rance Allen, Vickie Winans, Kim Burrell, Richard Smallwood, Donald Lawrence, Byron Cage, Bishop Paul S. Morton e moltissimi altri ancora.
Jermel Williams, Larry Lee Williams, Joshua Williams, Benjamin Lawrence Bester, Antonio Durall Jones, Zynpthia Mazzaffaro Williams hanno portato il senso del Natale a Bobbio. Un Natale per tanti difficile, eppure capace di avere ancora in sé quel senso di autenticità musicale e spirituale che, come dimostrato da chi è arrivato da lontano come il quartetto tutto ‘fatto in casa', ancora si può regalare. La storia del gospel si rinnova, conta facce nuove, spiriti giovanili. La scelta di realizzare un concerto di gospel di stampo per certi versi anche squisitamente vintage, con tanto di ineccepibili arrangiamenti vocali innovativi, non è facile né ovvio. La padronanza di un tale patrimonio storico e artistico non è semplice, per chi riceve grandi eredità che parlano di un popolo, di Dio, di Amore. The Boyle ci riesce, garantendo movimento e soprattutto passione alle canzoni che, nel cuore, tutti portano con sé. Niente noia, nessuna ripetizione, tanta suggestione. Quasi da pelle d'oca. Il gospel, con questi giovani arrivati da lontano, ritorna ad essere vibrante. E chiude nel successo una rassegna coraggiosa di questi tempi, capace di dare sapore a un Natale non proprio di quelli da cartolina.

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 08 Gennaio 2012 09:08)